Trafiltubi per la solidarietà

Nel mondo perdura una grave crisi che, in molti luoghi, aggrava condizioni di vita già insostenibili di povertà e sofferenza. Ne derivano rischi di conseguenze ancor più gravi che si avvicinano sempre più anche ai nostri paesi. A maggior ragione Trafiltubi desidera dare il proprio contributo sostenendo persone e sistemi che si trovano in difficoltà ancora maggiori delle nostre, nella convinzione - tra l'altro - che un maggior benessere diffuso porti benefici per tutti. In particolare abbiamo scelto di finanziare progetti a favore della salute e dell'imprenditoria, con particolare focus sull'empowerment delle donne, in zone molto disagiate. Trafiltubi promuove dunque in India e in Africa: 1. progetti medici, 2. progetti di educazione, e 3. progetti a sostegno della microeconomia femminile (in modo che il progresso economico e morale delle donne diventi fonte di miglioramento sociale per tutti). Si tratta di progetti di sviluppo concordati con le ONG attuatrici, le cui fasi si realizzano nel tempo sotto la supervisione di operatori di cui conosciamo personalmente la trasparenza e l'efficacia di intervento, in un costante rapporto con noi di confronto interlocutorio. Il nostro referente italiano partecipa personalmente ai progetti e all'utilizzo delle risorse in loco, documentando e rendicontando le attività promosse tramite le sponsorizzazioni di Trafiltubi. 

2014

Il 2014 è stato segnato dall'Ebola che, dalla metà dell'anno, nel giro di pochi mesi ha contagiato 4 paesi africani e ha visto alcuni casi anche negli Usa e in Europa. Una emergenza sanitaria fermata grazie al coraggioso impegno di medici che hanno dovuto agire fra gravissime difficoltà.
Tramite un rapporto diretto con volontari (che dall'Ospedale San Gerando di Monza, hanno collaborato al progetto), per l'Ebola Healthing Center in Sierra Leone, Trafiltubi ha finanziato l'acquisto di 10 letti per terapia intensiva. Si tratta di una tipologia di presidio poco disponibile in Africa perché costosa, ma indispensabile nel fronteggiare una malattia molto invalidante e contagiosa, che obbliga anche a condizioni di intervento particolarmente complicate. 
Resta attivo inoltre l'impegno di Trafiltubi nei 3 progetti africani già avviati negli anni precedenti: la produzione di saponi al karité, la cooperativa agricola e, infine, il progetto sanitario, preventivo e terapeutico, per la salute femminile. 

2013

Dopo i risultati positivi già ottenuti in ambito di promozione imprenditoriale e sanitaria, è continuato il sostegno ai progetti già avviati in questi campi in collaborazione con la ONG Smomonlus.

2012

Come progettato nel 2011, dopo la realizzazione della fabbrica di conserve di pomodoro, nel 2012 si è deciso di valorizzare la risorsa del karité, e grazie alla crescente fiducia delle donne nelle proprie capacità, è stata avviata una nuova attività di produzione di saponi naturali di altissima qualità, utilizzando il prezioso burro vegetale chiamato anche "l'oro delle donne". Dalla fine del 2012 questi prodotti vengono importati anche in Italia.
Sempre nel 2012 Trafiltubi ha avviato inoltre un impegno nella prevenzione sanitaria. In particolare abbiamo aderito all'appello internazionale perché l'ONU arrivi entro l'anno a una risoluzione di messa al bando totale delle mutilazioni genitali femminili, una piaga insensata che causa immani sofferenze a milioni di donne e di bambine e che non si riesce ancora ad estirpare, nonostante sia ormai vietata nella maggior parte dei Paesi. Il progetto si concretizza nella realizzazione di un ambulatorio medico per la cura delle frequenti infezioni causate da queste pratiche, con attività di educazione e prevenzione. In collaborazione con la ONG Smomonlus, in Burkina Faso: paese in cui, nonostante questa pratica sia ufficialmente vietata, sono ancora vittime di mutilazioni circa l'80% delle bambine. 

 

2011

Nel 2011 Trafiltubi ha partecipato, insieme ad altri sponsor, a un importante progetto in Africa, specificamente rivolto a donne molto svantaggiate, per la generazione di reddito grazie al finanziamento e all'avviamento di piccole attività artigianali e commerciali. Si tratta di un progetto socioeconomico, in una regione molto povera del Burkina Faso, per la creazione di unaCooperativa agroalimentare, gestita da donne, che produce e trasforma prodotti agricoli in conserve e poi le commercializza in loco: dopo un lavoro durato 3 anni, nel 2011 è stata finalmente inaugurata la produzione e la messa in commercio di conserve di pomodoro (prodotto che fino da oggi, in Burkina Faso, veniva solo importato: da Cina ed Europa). 

Per gli anni successivi si è messa in cantiere, inoltre, la produzione di derivati del burro del karitè, chiamato in Africa anche "l'oro delle donne" (vedi 2012).

2010

Nella stessa zona del Krishna District (Andhra Pradesh, India) in cui si è operato nel 2009, per il 2010 Trafiltubi ha sponsorizzato l'avvio di 10 attività sartoriali per altrettante donne molto povere. Ha inoltre promosso un programma triennale per il mantenimento e il sostegno nello studio di 10 bambine.

2009

Nel 2009 Trafiltubi ha finanziato in India la realizzazione di 10 piccoli negozi per sostentare 20 famiglie. Ogni negozio (petty-shop) è gestito da due donne, ciascuna delle quali riesce a guadagnare sufficientemente per il sostentamento della propria famiglia, ma anche a creare verosimilmente risorse da reinvestire. In questi contesti, infatti, questo tipo di attività consente risparmi fino al 50% delle entrate. Gli altri abitanti del villaggio fruiscono di un servizio con risparmi di tempo e denaro.

Nel biennio 2009/2010 Trafiltubi ha sponsorizzato un progetto molto articolato nelle zone rurali del circondario di Mudinapalli (India). Lo scopo è stato favorire l'istruzione e l'autodeterminazione femminile consentendo a donne poverissime di avviare piccole attività commerciali per conseguire entrate sufficienti al sostentamento familiare e all'educazione dei figli.

 

Località del Progetto indiano, partner italiano e garanzie:

Krishna District (Andhra Pradesh, India). L'azione promossa da Trafiltubi nel 2009 era affidata in Italia all'associazione "Mano nella Mano - onlus (Iscriz. Registro Onlus n° IPS070314007 CF 90040530470). Partner locale del progetto era il Social Service Centre, Diocesi di Vijayawada (SSC Gunadala, Vijayawada - A.P.), ente impegnato nel promuovere l'istruzione delle bambine e nel rendere queste donne consapevoli dei loro diritti e capacità, avviandole a differenti iniziative volte a generare reddito e divenire autosufficienti.  L'Andhra Pradesh, sul Golfo del Bengala, è fra gli Stati indiani più poveri e più afflitti da lebbra, Aids e analfabetismo, e fra quelli più soggetti a disastri naturali ed umani. La sua costa è aggredita da ripetuti uragani ed edifici e villaggi sono in diffuso degrado. Le alluvioni si alternano a siccità; pratiche agricole sbagliate hanno desertificato alcune zone, mentre l'eccessiva produzione di gamberi attraverso le acquaculture proliferate dagli anni Novanta, ha trasformato molte aree costiere in terreni salini non coltivabili. La terra ormai ricca solo di acqua salmastra obbliga le donne e i bambini a camminare per ore solo per coprire lunghe distanze alla ricerca di acqua potabile, e anche gli animali devono essere condotti al pascolo sempre più lontano. Travolte da tali difficoltà, molte famiglie si spingono nelle baraccopoli limitrofe alle città, giungendo spesso alla prostituzione come ultima fonte di sopravvivenza. Le conseguenze sono tragiche, dato che l' Andhra Pradesh è il secondo stato dell'India per tasso di infezioni da HIV. Queste comunità non sono informate sui disastri imminenti e sull'esistenza stessa di rifugi da uragani, ma anche sulle ragioni del collasso dell'agricoltura, sulla preziosità e scarsità delle mangrovie (che proteggevano una volta dalla furia della natura), sui modi opportuni per risollevarsi da ripetute catastrofi che hanno notevoli ripercussioni sulla nutrizione e sulle condizioni di salute. Conseguenza diretta è la progressiva crescita della voragine dei debiti, mentre, per incrementare le scarse risorse familiari, fin da piccoli anche i bambini sono costretti a lavori molto duri. Il governo locale, fautore dell'acquacultura, quando l'industria è collassata non ha saputo soccorrere i villaggi mandati in rovina. Dopo lo Tsunami, molte ONG locali e donatori internazionali hanno distribuito generi alimentari e vestiti, ma la situazione di cronica disperazione della popolazione danneggiata dall'acquacultura non è migliorata. Ogni contadino avrebbe in media 5 acri di terra giacente inutilizzata da anni, che sarebbe possibile ricoltivare solo dopo un processo di desalinizzazione; eppure il governo non si occupa di questa riconversione, che sola può ridare fertilità alle terre.

 

Trafiltubi per la solidarietà: scelta dei progetti

Trafiltubi monitora ogni singolo progetto direttamente ed indirettamente, non solo fino alla sua inaugurazione ma, anche successivamente, per verificarne il funzionamento e il successo. Oltre ai bambini, le più colpite sono sempre le donne. Spesso è proprio su di loro che ricade il peso principale di sostentare le famiglie; eppure, gravate dai ruoli produttivi e riproduttivi anche durante gli eventi disastrosi, sono perennemente penalizzate da credenze e tabù religiosi che ne limitano la libertà d'azione. Private di ogni libertà decisionale, sono soggette a violenze domestiche e abusi sociali: la mancanza di latrine e di acqua, ad esempio, crea proprio alle donne il maggior disagio, poiché tabù locali impongono loro di uscire di casa per le incombenze igieniche solo prima dell'alba o dopo il tramonto. D'altra parte sono le donne le più responsabilizzate verso la comunità e verso i bambini; quelle che più si adattano, e suppliscono a questi disastri, con la pazienza di infinite micro attività sostenute dalla solidarietà reciproca. Trafiltubi dedica particolare attenzione a dare sostegno all'imprenditoria femminile perché, in queste condizioni, è definitivamente dimostrato che il sostegno mirato alle donne più disagiate è quello che produce più frutti per tutta la comunità.

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