






Mentre il mondo attraversa una grave crisi Trafiltubi desidera sostenere qualcuno che si trova in difficoltà ancora maggiori delle nostre. In particolare il progetto scelto è di promuovere la microeconomia favorendo l'autodeterminazione della donna in aree molto disagiate dell'India.
Si tratta di un progetto di sviluppo specificamente rivolto a donne molto disagiate, per la generazione di reddito grazie al finanziamento e all'avviamento di piccole attività artigianali e commerciali.
Le diverse fasi si sviluppano nel tempo sotto la supervisione di operatori di cui conosciamo personalmente la trasparenza e l'efficacia di intervento. _____________________________________________________________________
2010
Nella stessa zona in cui si è operato nel 2009, per il 2010 Trafiltubi sostiene l’avvio di 10 attività sartoriali per altrettante donne molto povere. Promuove inoltre il mantenimento e il sostegno nello studio di 10 bambine.
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2009
Nel 2009 Trafiltubi ha finanziato la realizzazione di 10 piccoli negozi, gestiti ciascuno da due donne, per sostentare 20 famiglie. Le donne a cui sono affidati negozi di questo tipo potranno guadagnare per il sostentamento, ma anche creare verosimilmente risorse da reinvestire; in questi contesti, infatti, questo tipo di attività consente risparmi fino al 50% delle entrate. Gli altri abitanti del villaggio fruiscono di un servizio con risparmi di tempo e denaro.

_____________________________________________________________________ Scopo del progetto e dettaglio dell'attuazione
Scopo di questo progetto è favorire l'istruzione e l'autodeterminazione femminile consentendo a donne poverissime, nelle zone rurali del circondario di Mudinapalli, di conseguire entrate e autonomia attraverso la creazione di piccole attività commerciali.
Località del Progetto: Krishna District (Andhra Pradesh, India)
Partner italiano: L'azione promossa da Trafiltubi è affidata all'associazione "Mano nella Mano - onlus" Iscriz. Registro Onlus n° IPS070314007 CF 90040530470 www.manonellamano-onlus.org
referente italiano: Serena Galardini cell: 338-2858691
Partner locale del progetto e beneficiarie
Il partner locale è il Social Service Centre, Diocesi di Vijayawada (SSC Gunadala, Vijayawada - A.P.), che si incarica di entrare in contatto con donne in condizioni molto disagiate, per lo più analfabete, vessate e messe in condizioni di non poter decidere nulla autonomamente. Il SSC promuove una formazione volta all'istruzione delle bambine e a rendere queste donne consapevoli dei loro diritti e capacità, suggerendo loro differenti modi per generare reddito e divenire autosufficienti.
Garanzie
Le attività promosse tramite il progetto sponsorizzato da Trafiltubi saranno documentate e dettagliatamente rendicontate. Il referente italiano consegna personalmente le risorse in loco e supervisiona la loro gestione. Le donne sono seguite operativamente da Padre Balaswami che ha meritato ogni fiducia per i progetti già realizzati in collaborazione attiva e trasparente con l'Associazione Mano nella Mano - onlus. Quest'ultima si impegna a monitorare ogni singolo progetto direttamente ed indirettamente, non solo fino alla sua inaugurazione ma, anche successivamente, per verificarne il funzionamento e il successo.
Contesto socio-economico generale e motivazioni sulla scelta del progetto
L'Andhra Pradesh, sul Golfo del Bengala, è fra gli Stati indiani più poveri e più afflitti da lebbra, Aids e analfabetismo, e fra quelli più soggetti a disastri naturali ed umani. La sua costa è aggredita da ripetuti uragani ed edifici e villaggi sono in diffuso degrado, tanto che su 1038 rifugi per i cicloni, nel 2009 solo 52 erano utilizzabili (non abbiamo dati per il 2010).
Le alluvioni si alternano a siccità; pratiche agricole sbagliate hanno desertificato alcune zone, mentre l'eccessiva produzione di gamberi attraverso le acquaculture proliferate dagli anni Novanta, ha trasformato molte aree costiere in terreni salini non coltivabili. La terra ormai ricca solo di acqua salmastra obbliga le donne e i bambini a camminare per ore solo per coprire lunghe distanze alla ricerca di acqua potabile, e anche gli animali devono essere condotti al pascolo sempre più lontano.
Travolte da tali difficoltà, molte famiglie si spingono nelle baraccopoli limitrofe alle città, giungendo spesso alla prostituzione come ultima fonte di sopravvivenza. Le conseguenze sono tragiche, dato che l' Andhra Pradesh è il secondo stato dell'India per tasso di infezioni da HIV. La situazione è peggiorata dalla comune credenza locale nel destino, che limita molte persone a tal punto da non reagire quando ne hanno più bisogno, e dalla carenza di informazione.
Queste comunità non sono informate sui disastri imminenti e sull'esistenza stessa di rifugi da uragani, ma anche sulle ragioni del collasso dell'agricoltura, sulla preziosità e scarsità delle mangrovie (che proteggevano una volta dalla furia della natura), sui modi opportuni per risollevarsi da ripetute catastrofi che hanno notevoli ripercussioni sulla nutrizione e sulle condizioni di salute. Conseguenza diretta è la progressiva crescita della voragine dei debiti, mentre, per incrementare le scarse risorse familiari, fin da piccoli anche i bambini sono costretti a lavori molto duri.
Il governo locale, fautore dell'acquacultura, quando l'industria è collassata non ha saputo soccorrere i villaggi mandati in rovina. Dopo lo Tsunami, molte ONG locali e donatori internazionali hanno distribuito generi alimentari e vestiti, ma la situazione di cronica disperazione della popolazione danneggiata dall'acquacultura non è migliorata.
Ogni contadino avrebbe in media 5 acri di terra giacente inutilizzata da anni, che sarebbe possibile ricoltivare solo dopo un processo di desalinizzazione; eppure il governo non si occupa di questa riconversione, che sola può ridare fertilità alle terre.
Oltre ai bambini, le più colpite sono sempre le donne.
Spesso è proprio su di loro che ricade il peso principale di sostentare le famiglie; eppure, gravate dai ruoli produttivi e riproduttivi anche durante gli eventi disastrosi, sono perennemente penalizzate da credenze e tabù religiosi che ne limitano la libertà d'azione. Private di ogni libertà decisionale, sono soggette a violenze domestiche e abusi sociali: la mancanza di latrine e di acqua, ad esempio, crea proprio alle donne il maggior disagio, poiché tabù locali impongono loro di uscire di casa per le incombenze igieniche solo prima dell'alba o dopo il tramonto.
D'altra parte sono le donne le più responsabilizzate verso la comunità e verso i bambini; quelle che più si adattano, e suppliscono a questi disastri, con la pazienza di infinite micro attività sostenute dalla solidarietà reciproca.
In queste condizioni è sempre più evidente che il sostegno mirato alle donne più disagiate è quello che produce più frutti per tutta la comunità.